Vivere l'attesa

Occorre un po' di tempo per abituarsi all'idea che nel corpo della tua compagna, che di settimana in settimana si arrotonda, stia crescendo una nuova vita che cambierà la vostra per sempre. Occorre un pizzico di attenzione un atteggiamento positivo, ma sin da subito anche tu puoi stabilire un contatto diretto con il piccolo. Sapevi che già in età prenatale è in grado di provare emozioni e percepire svariati stimoli che provengono dall'esterno? La tua voce, le carezze al pancione e altre piccole attenzioni sono importanti fin dai primi mesi di gestazione. La relazione con il tuo bambino può quindi cominciare prestissimo, attraverso modalità differenti:

"Affetti" sonori. Il nascituro riconosce la tua voce, se ha avuto molte occasioni di sentirla e reagisce ai diversi stimoli sonori. Durante il periodo prenatale puoi comunicare con tuo figlio con la parola, con il canto o con altri suoni. Già al quarto mese è in grado di riconoscerti quando gli parli.

Questione di tatto. Nell'embrione il tatto è il primo senso che si sviluppa, basti pensare che all'ottava settimana - quando il bambino misura circa 1 cm - la sensibilità della sua pelle è già molto sviluppata. Alla pressione della tua mano sul ventre materno, il piccolo reagisce modificando le sue posizioni e stabilisce con te una prima tenera relazione.

Empatia. È fondamentale perchè genera un primo dialogo diretto con tuo figlio, fatto di scambi, informazioni ed emozioni molto profonde. Inizi a conoscerlo, a familiarizzare con i suoi movimenti, a distinguere le sue reazioni ai tuoi stimoli, a percepire la sua crescita e le sue evoluzioni.

L'attesa di un figlio è un momento di arricchimento ed empatia anche per la coppia, per questo è importante condividere ogni minima emozione ed esperienza, comprendersi a vicenda e partecipare insieme alle visite periodiche di controllo, alle ecografie e al corso di preparazione pre-parto.

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