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4 linee guida per iniziare lo svezzamento

Per aiutarti in questo momento così importante, Mellin vuole supportarti mettendo a tua disposizione alcune linee guida, con pratici consigli per lo svezzamento. Scopriamole insieme

1. Nutrizione mirata
Il bambino non è un piccolo adulto, per questo ha bisogno di un'alimentazione su misura, che tenga conto della sua età e del momento specifico che sta vivendo. È quindi importante che i suoi pasti siano costituiti da alimenti specifici per lui e che non si avvicini troppo presto alla dieta del resto della famiglia. Rispetto ad un adulto, ad esempio, il fabbisogno calorico del bambino in base al suo peso è quasi il doppio e la sua capacità di tolleranza molto minore e per questo la sua alimentazione non può essere identica a quella dei genitori.

2. Diversificazione
Giorno dopo giorno, è importante abituare il bambino alla varietà, ad assaggiare ed assumere alimenti differenti, per una nutrizione sempre più completa. Un'alimentazione varia e diversificata, introdotta gradualmente fin dall'inizio dello svezzamento, permette di evitare quella monotonia alimentare, spesso alla base di abitudini alimentari scorrette che potrebbero anche ripercuotersi sulla sua salute futura.

3. No al latte vaccino prima del 12° mese
Non introdurre precocemente il latte vaccino nella sua dieta: è una fonte troppo ricca di proteine (e povera di ferro) e non deve essere utilizzato prima dei 12 mesi, meglio dopo i 2 anni.

4. Momenti alimentari
Per supportare il piccolo al meglio, non solo è importante assicurargli un’alimentazione adeguata all’età, ma anche bilanciare nell’arco della giornata gli alimenti giusti per ogni momento alimentare. Subito dopo le prime fasi dello svezzamento è bene ripartire in misura equilibrata l’apporto nutrizionale in 5 pasti giornalieri, ciascuno con la sua specificità: colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena. In ognuno di questi differenti momenti il tuo bimbo assumerà nutrienti specifici e complementari per il totale fabbisogno giornaliero.

Dopo quasi un anno di duro lavoro, anche per i nostri campi è il momento di riposare un po’… con una piccola eccezione!

A dicembre solo uno specifico tipo di coltivazione è ancora attivo e – anzi – aspetta questo mese per il raccolto: si tratta degli agrumi. Le arance e i mandarini dei nostri campi spagnoli e siciliani sono le uniche protagoniste di questo mese!
Nel frattempo tutto il resto delle coltivazioni viene preparato per affrontare al meglio il periodo invernale. A causa delle basse temperature e della poca luce del sole, i campi non lavorano al 100%, ed è per questo che i nostri coltivatori adottano tre diversi metodi per far trascorrere l’inverno ai nostri campi nel miglior modo possibile.
Vediamo come:

 

Colture invernali
Vengono piantate in autunno (per esempio grano e colza), ma durante il periodo invernale subiscono una battuta d’arresto nella crescita, rimanendo “ferme” a una dimensione di circa 5 cm. Solo in primavera ricominceranno a crescere.

Colture “intermedie”
La semina avviene appena dopo l’ultimo raccolto e le piante crescono molto in fretta prima che inizi l’inverno. Queste – come per esempio la segale e i legumi – non sono destinate a essere raccolte, ma vengono ricoperte di terra per prevenire l’erosione del suolo e aumentarne la vitalità in vista della prossima semina.

 

Suolo incolto
Se l’ultimo raccolto avviene molto tardi, come succede per esempio con ilmais, il coltivatore non ha altra scelta che lasciare il terreno incolto. Un vantaggio di questo metodo è che il gelo può aiutare a migliorare la qualità della superficie del campo.

 

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