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Il sesso in gravidanza

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Sfatiamo qualche falso mito: in una gravidanza fisiologica, i rapporti sessuali non hanno alcun tipo di controindicazione, né in termini di danno al bambino né di induzione del travaglio. Puoi quindi continuare ad averne in tutta tranquillità, tranne ovviamente in presenza di particolari complicazioni dovute alla stessa gravidanza (minaccia di parto prematuro, emorragia recente, placenta previa o rottura delle membrane). 
Per molte donne, addirittura, la vita sessuale in gravidanza migliora, specie nel 2° e nel 3° trimestre, quando gli ormoni circolanti possono aumentare la libido e il maggior afflusso di sangue a tutti gli organi genitali determina una maggior facilità al rapporto e una maggiore intensità del piacere. Purtroppo, però, per molte altre donne la vita sessuale rischia in questo periodo di diventare un problema, perché non accettano i cambiamenti del proprio corpo, non si sentono particolarmente desiderabili, o magari altri sintomi legati alla gravidanza le rendono irritabili, come per esempio nausea, stanchezza o mal di schiena: ciò può determinare un calo della libido, o un vero e proprio fastidio per le attenzioni del partner. 
È importante non dimenticare di essere prima di tutto parte di una coppia e anche se questi cambiamenti del vostro corpo ti sconvolgono e psicologicamente ti frenano, pensa sempre che i vostri sentimenti reciproci non sono cambiati. Parla sempre con il tuo partner, coinvolgilo nel tuo percorso perché anche lui si sta abituando poco per volta al suo nuovo ruolo di padre, continuando allo stesso tempo a essere il tuo compagno. Mantenere l'intimità fisica anche solo con carezze e baci ti sarà molto utile come rassicurazione del fatto di essere sempre amati e apprezzati.

Dopo quasi un anno di duro lavoro, anche per i nostri campi è il momento di riposare un po’… con una piccola eccezione!

A dicembre solo uno specifico tipo di coltivazione è ancora attivo e – anzi – aspetta questo mese per il raccolto: si tratta degli agrumi. Le arance e i mandarini dei nostri campi spagnoli e siciliani sono le uniche protagoniste di questo mese!
Nel frattempo tutto il resto delle coltivazioni viene preparato per affrontare al meglio il periodo invernale. A causa delle basse temperature e della poca luce del sole, i campi non lavorano al 100%, ed è per questo che i nostri coltivatori adottano tre diversi metodi per far trascorrere l’inverno ai nostri campi nel miglior modo possibile.
Vediamo come:

 

Colture invernali
Vengono piantate in autunno (per esempio grano e colza), ma durante il periodo invernale subiscono una battuta d’arresto nella crescita, rimanendo “ferme” a una dimensione di circa 5 cm. Solo in primavera ricominceranno a crescere.

Colture “intermedie”
La semina avviene appena dopo l’ultimo raccolto e le piante crescono molto in fretta prima che inizi l’inverno. Queste – come per esempio la segale e i legumi – non sono destinate a essere raccolte, ma vengono ricoperte di terra per prevenire l’erosione del suolo e aumentarne la vitalità in vista della prossima semina.

 

Suolo incolto
Se l’ultimo raccolto avviene molto tardi, come succede per esempio con ilmais, il coltivatore non ha altra scelta che lasciare il terreno incolto. Un vantaggio di questo metodo è che il gelo può aiutare a migliorare la qualità della superficie del campo.

 

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