La masticazione

 

Per gli adulti si può dire che il masticare sia quasi un automatismo. Per il lattante è invece un piccolo traguardo. Il suo sviluppo neuromotorio, infatti, si svolge in una serie di tappe prestabilite: dapprima la suzione del latte dal seno o dal biberon, poi l’uso del cucchiaino, l’assunzione di una bevanda da un bicchiere, la capacità di mordere e infine la masticazione. Questo processo è condizionato da una serie di fattori, a partire dalla crescita delle strutture anatomiche (denti, mandibola, lingua, muscoli). In seguito il bambino, nel quale nel frattempo si è affinato l’apparato visivo e si è generato l’interesse per ciò che può trovare sulla tavola o nel piatto dei familiari, impara spontaneamente a coordinare i movimenti: ecco che comincerà a manifestare curiosità per un alimento, cercherà di afferrarlo, portarlo alla bocca e a poco a poco toccarlo, fino al tentativo di addentarlo (anche soltanto con le gengive, nel caso in cui non siano ancora spuntati i primi dentini) e ingerirlo. Benché ogni bambino segua un proprio percorso, i tempi sono più o meno costanti per tutti: a partire dal quarto mese aumenta la salivazione, a sei mesi è del tutto in grado di assumere la pappa, a otto di accettare consistenze progressivamente maggiori e a ventiquattro completerà la sequenza maturativa. Per sapere se il proprio bambino è pronto a sperimentare alimenti più consistenti è consigliabile rivolgersi al Pediatra. Come si può intuire, si tratta di fasi articolate che non dipendono soltanto dalla crescita ma sono influenzate anche dall’ambiente. Per esempio è fondamentale che il bambino apprezzi la pappa in tutta la sua corporeità, toccandola e a volte impiastricciandosi, in quanto non ha ancora messo a punto la piena capacità di distinguere le sue percezioni sensoriali. Allo stesso modo è giusto assecondare le sue richieste e, nel caso in cui si dimostrasse pigro, stimolarlo a provare nuove esperienze: a questo proposito una strategia efficace può consistere nel proporgli una pappa più densa. È invece sconsigliabile, magari nel timore che possa soffocare, mantenere una dieta liquida e frullare sempre tutto: è infatti dimostrato che quanto più si offre al bambino l’opportunità di masticare tanto più progredisce nella crescita, non solo motoria ma anche psicologica e comportamentale. Al contrario, se si aspetta troppo tempo, si rischia di lasciarsi sfuggire questo periodo particolare, in cui il piccolo ha voglia di cimentarsi in esperienze nuove. La raccomandazione, dunque, è alquanto semplice: bisogna accompagnarlo nella sua scoperta dei vari alimenti, proponendogli di volta in volta ciò che è in grado di masticare e lasciandogli naturalmente tutto il tempo necessario. Questo approccio lo aiuterà non soltanto a diventare come i grandi, ma anche ad apprezzare gli alimenti e a seguire sin da subito una dieta varia. In definitiva, quindi, una volta che la prima e la seconda pappa sono diventate un appuntamento giornaliero ben consolidato, è opportuno lasciare nella pappa dei pezzettini, sufficienti a incentivare la masticazione senza comportare difficoltà eccessive per la deglutizione. Per questa ragione la disponibilità di prodotti in grado di soddisfare questa esigenza può essere di aiuto per le mamme più timorose o bisognose di soluzioni pratiche e immediate. E' importante che i pezzettini di cibo siano di piccola dimensione, proporzionati alla capacità del bambino e tagliati in senso longitudinale per evitare che possano occludere le vie aeree se vanno di traverso, evento che a volte si può verificare. Inoltre ricordiamo che il bambino non deve mai essere lasciato da solo quando mangia, sia per ragioni di sicurezza sia perché è importante che viva la pappa come un momento di condivisione con i suoi familiari.

 



Articolo a cura del Dottor P. Salari